di Fernando Arrabal
con
Eleonora Zacchi Riccardo De Francesca, Luca Salemmi
Regia E. Zacchi, Idea scenografica Aurora Bresci, Musiche Alessio Colombini, Editing audio- video Ephraim Pepe, Traduzione Luciano Lessi

🍷 Aperitivo dalle 19:30

Info e prenotazioni:
📞+39 340 7550530
📧segreteria@centroartisticoilgrattacielo.it

Una prima mondiale di un testo inedito di Fernando Arrabal, drammaturgo, scrittore, regista e poeta considerato uno degli autori più completi del XX secolo che, in assoluto, rappresenta l’arte contemporanea. Il suo teatro, come lui stesso afferma, «è realista ma comprende l’incubo» cosí che «le situazioni si modificano e confondono. […] Una persona molto buona diventa improvvisamente molto cattiva: è la vita! » Sulla scena di “Orazione IA” compaiono solo due persone: due adulti? due bambini? O forse un uomo-bambino-sadico e una donna-bambina-puttana? Questi, gli eroi prediletti di Arrabal, vivono nello stupore e nel timore, ai margini di ogni morale e al di fuori dei propri sentimenti: persino l’amore, persino la morte sono per loro giocattoli con i quali riescono a passare, senza battere ciglio, dalla più grande tenerezza all’estrema crudeltà, uccidendo e torturando come un bambino che cava gli occhi ad una bambola o sfascia una macchinina. Fidio, l’uomo, Lilbe, la donna, sono eterni bambini, pervasi però dal senso di colpa e del peccato, che sognano l’innocenza, l’alba di un mondo puro come l’infanzia, ma anche crudele come l’infanzia, dove il bene e il male sono strettamente legati come nella vita. Per vivere e diventare “buoni e bravi” decidono di seguire le indicazioni salvifiche della Bibbia, ma non ottenendo risultati si affidano all’IA: Bibbia e IA saranno una guida sufficiente per il perdono e un posto in Paradiso? Arrabal è ossessionato dall’idea della «confusione» per la quale intende «tutto ciò che è contraddittorio, inesplicabile, inaspettato, tutto ciò che crea i colpi di scena e oggi», aggiunge, «nulla è umano, nulla fa parte della Terra se non è confuso: il mio teatro realistico rappresenta questa confusione.»