A Villa Trossi venerdì 29 sarà la volta del Flamenco con la compagnia La Nueva Luz diretta da Patrizia Vennero con il suo corpo di ballo Livorno Flamenco Versilia e il gruppo musicale Viento del sur.
Un nuovo progetto inedito dove parleremo del flamenco inteso come un ponte musicale tra due mondi; un catalizzatore del dialogo musicale e culturale tra Spagna e Cuba.
Il tutto raccontato dalle variegate e coloratissime coreografie di Patrizia Vennero e intervallate da momenti concertistici eseguiti dalla chitarra flamenca di Federico Pietroni, la voce del cantante uruguaiano-madrileno Martin Lemos e le percussioni di Alessandro Conforti.
Andiamo più nel dettaglio e addentriamoci in questo affascinante viaggio tra fusione di culture dei due mondi…







“De Hispanoamérica a Andalucía, el viaje musical del Flamenco”
Un progetto di musica, canto e ballo che racconta dove affondano le radici dei numerosi palos del Flamenco. Non pochi infatti sono gli stili che trovano le loro fondamenta nei ritmi provenienti dalle Americhe, in particolare da Cuba.
Il solo modello ritmico afro cubano e il più importante, quello della Habanera che ha dato vita a tutti i modelli in quattro tempi come il tango e tutti i suoi derivati, Farruca, Garrotin, Tango de Cadiz, Tientos, basterebbe a testimoniare l’intenso legame che esiste tra il Flamenco a Cuba.
Altri stili di provenienza Ispano americana, in questo caso l’antico fandango e la Petenera che invadeva i café cantantes negli anni d’oro del flamenco, risultano dalle ultime ricerche avere origini messicane.
Non può di certo passare inosservata la famosa Rumba proveniente dalla Guaracha cubana.
Altro stile palesemente di origine cubana che ne conserva anche la letra tipica è la Guajira proveniente dal Punto cubano, afflamencato in terra andalusa.
Ovviamente stiamo parlando della forte influenza dal punto di vista musicale e talvolta anche letristico di questi palos.
E’ bene ricordare però che Il Flamenco così come si chiama adesso è da intendersi solo con la nascita del cante, intorno al 1847. Ed è da considerarsi esclusivamente andaluso nato e cresciuto nei porti di Cadiz e Sevilla, città di interscambio commerciale e culturale grazie alla grande rete di navigazione con il porto di Veracruz.
Il flamenco come cante si nutre del folclore, e lo reinterpreta artisticamente, esso stesso in continua trasformazione e il suo cante si adagia poi su modelli musicali preesistenti che hanno attraversato l’oceano..e sugli stessi modelli semplicemente giocando con il modo armonico e il tempo, si creano ancora nuovi modelli ritmici esclusivi,che caratterizzano il Flamenco.
Il ritmo afro dei tamburi con l’Habanera cubana dà origine ai tangos che arrivano in Andalucia e poi in Argentina e che prenderanno ramificazioni diverse fondendosi alle proprie culture.
Non solo, ma anche i modelli musicali con il tempo di amalgama in 12 tempi sui quali si costruiscono i palos della Seguiriya e della Solea’ considerati le colonne portanti del Flamenco Jondo, potrebbero avere esse stesse fondamenta musicali basate sull’antico ritmo della Sarabanda, una danza arrivata in Europa dalle colonie spagnole dell’America centrale, menzionata in un poema del 1539, che in un primo momento censurata perchè considerata oscena, trovò poi spazio nella letteratura del tempo e venne adottata da numerosi compositori barocchi come Bach, Handel, Corelli…e Scarlatti in particolare che in molte delle sue sonate sembra anticipare il linguaggio ritmico e armonico che caratterizzerà il flamenco..
La musica è fusione da sempre e non può esistere storicamente il puro. Il Flamenco è, da intendersi esso stesso fusione, tutto nasce da una trasformazione da quello già esistente e il pre-esistito, questo è il percorso di tutto ciò che materialmente prende vita nella creazione, in questo caso riferito alla musica..
Musicalmente parlando quindi è grande l’impronta lasciata dalle Americhe nel flamenco. E dal momento che la musica, è in continua evoluzione e trasformazione, immaginiamo le fusioni musicali che hanno portato a plasmare nuovi stili una volta approdati in terra andalusa.
Queste informazioni sono fonte di studi e ricerche portate alla luce negli ultimi trent’anni dalla flamencologia o meglio dire dalla musicologia che studia anche l’infinito mondo musicale del genere Flamenco. Molte sono le scoperte degli ultimi anni grazie proprio alle ricerche di alcuni esperti dediti a questa missione di attenta investigazione che stanno contribuendo con amore e devozione a far luce su questa grande arte.
-I temi che danno vita ai miei spettacoli, dice Patrizia, raggono ispirazione proprio da questi contenuti che seguo con grande interesse de estremo rispetto da diversi anni. Assecondando quella che è anche la mia passione e missione, nel mio piccolo mi propongo di avvicinare il pubblico alla cultura del flamenco sotto forma di spettacolo culturale che negli ultimi anni denota un interesse sempre più crescente…
Non mancheranno naturalmente brani iconici come le famose Guantanamera, Besame mucho, Quizás Quizás..quizás..ed altri brani di atmosfera ispanoamericana.
Vi aspettiamo venerdì 29 agosto pore 21:30 per uno dei più attesi appuntamenti di Estate a Villa Trossi che coronano la stagione, quello imperdibile con la gioia e l’energia del Flamenco, i suoi colori ed il suo ventaglio di sentimenti per omaggiare il dialogo musicale tra il mondo andaluso e quello ispanoamericano
Chitarra flamenca: Federico Pietroni
Voce: Martin Lemos
Percussioni: Alessandro Conforti
Ballerine: Patrizia Vennero e il corpo di ballo Livorno Flamenco Versilia: Mawui Caruso, Marta Grieco, Simona Giuntini, Annalisa Longo, Anna Mangiaracina, Maria Cristina Olivieri
Coreografie di Patrizia Vennero-Livorno Danza & Spettacolo – L.D&S. productions
